Bonita Cleri, Laura Vanni
Francesco Mancini
e Sant'Angelo in Vado
Sant’Angelo in Vado, 2000
cod.: M002 - colori, 17 x 24, 48 pagine, 2000
La ricerca ha preso avvio dalla scoperta di due piccoli dipinti (80 x 38) finora sconosciuti che mostrano chiara l’autografia di Francesco Mancini, pittore originario di Sant’Angelo in Vado, ma che tanta fortuna ebbe nella Roma classicista del Settecento.
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Provengono dalla chiesa di Santa Maria dei Servi di Sant’Angelo in Vado e raffigurano rispettivamente San Nicola da Tolentino e San Francesco di Paola, preziose testimonianze della notevoli capacità del pittore nella realizzazione di piccoli formati; per la stessa chiesa aveva dipinto ben tre opere collocate sugli altari.
Dai due dipinti si è passati all’analisi del rapporto dell’artista con il paese natale dal quale era partito per andare alla scuola di Carlo Cignani; non aveva tagliato i ponti con la terra d’origine alla quale richiedeva l’iscrizione al patriziato, cosa che in prima battuta gli fu negata poiché non gli si riconosceva di avere dimostrato particolare attenzione verso la patria mentre al contrario la municipalità di Fano gli conferiva la cittadinanza onoraria per avere fatto da maestro a pittori del luogo.
Attenzione è dedicata ai dipinti che dalla metà degli anni trenta fino alla morte realizzò per il paese natale fino a giungere all’ultima opera che, oramai vecchio e malato, aveva regalato alla cattedrale, il San Michele arcangelo.
Indice:
B. Cleri, Francesco Mancini e Sant’Angelo in Vado;
L. Vanni, Dipinti per Sant’Angelo in Vado.
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